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“La musica che resta” sarà al Forum della non autosufficienza il 25e il il 26 Novembre 2026 (Link e programma)

– La musica che resta Musicoterapia con Alzheimer Parkinson e terza età

Un viaggio dove la musica diventa memoria, cura, presenza. La musica non è solo arte: è linguaggio, memoria, identità. In questo volume, l’autore esplora il ruolo della musicoterapia nella terza età e nelle demenze con uno sguardo che unisce rigore scientifico e sensibilità umanistica. Attraverso casi clinici, richiami alla letteratura e alla tradizione musicale, il testo mostra come il suono possa sostenere la memoria, favorire la relazione, rinforzare il movimento e generare benessere anche nei contesti di maggiore fragilità. Un’opera nuova nel modo di raccontare, completa e appassionata che amplia i confini della disciplina, restituendo alla musica la sua funzione originaria: accompagnare, curare, far sentire vivi. Un libro per chi lavora nella cura, ma anche per chi crede che la musica possa ancora cambiare il modo in cui abitiamo il tempo.
https://www.maggiolieditore.it/la-musica-che-resta.html

  • Editore ‏ : ‎ Maggioli Editore
  • Data di pubblicazione ‏ : ‎ 16 luglio 2026
  • Lunghezza stampa ‏ : ‎ 296 pagine
  • ISBN-10 ‏ : ‎ 8891683078
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8891683076
  • Dimensioni ‏ : ‎ 17 x 2 x 24 cm
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Gregorio Bardini
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Definitivo Bellissimo libro, soprattutto utilissimo e scritto da un autore competente ed esperto che affronta problematiche sempre più attuali nella vita di molte nostre famiglie.
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Paolo Galli
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La musica che resta: condotta terapeutica. Un libro nuovo che apre a nuove comprensioni.Ho trovato La musica che resta un libro profondo, concreto e molto coinvolgente. Leggendolo si percepisce subito che nasce da una lunga esperienza diretta con le persone anziane, con chi vive l’Alzheimer o il Parkinson e con chi ogni giorno si prende cura di loro. Mi è piaciuto soprattutto il fatto che non sia una semplice raccolta di tecniche o esercizi, ma un testo che fa capire quanto la musica possa diventare uno spazio di relazione, memoria, emozione e presenza. Gli esempi tratti dall’esperienza sul campo rendono la lettura viva e aiutano a comprendere concretamente che cosa può accadere durante un incontro di musicoterapia. Pur essendo un volume corposo (quindi completo!), si legge con facilità perché il linguaggio è chiaro, scorrevole e mai inutilmente tecnico. Ho apprezzato molto anche l’attenzione alla persona prima ancora che alla malattia: pagina dopo pagina emerge l’idea che la musica non serva soltanto a ottenere una risposta, ma possa creare le condizioni per un incontro autentico anche quando la comunicazione diventa difficile. È un libro che consiglierei non solo a musicoterapeuti, educatori e operatori sanitari, ma anche ai familiari e ai caregiver e chi come me si occupa di fisioterapia con anziani. Una lettura intensa, originale e umana, che porta a riflettere sul significato della cura e su ciò che, anche nella fragilità e nella perdita, può continuare a restare attraverso la musica. A parer mio finalmente un libro nuovo, nell'esperienza e nella scrittura non un solito libro .......
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Cliente Kindle
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La musica che cura e connette Un libro coinvolgente e ben documentato che mostra il potere della musica come strumento di cura e relazione. Ricco di esempi pratici e sensibilità umana, è una lettura preziosa per professionisti, caregiver e chiunque sia interessato al benessere nella terza età.
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Beppe IZ1RWC
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Un libro competente, concreto e profondamente umano. Ci sono libri che spiegano un argomento e libri che, mentre lo spiegano, ti fanno anche fermare a pensare.La musica che resta di Roberto Bellavigna appartiene decisamente alla seconda categoria.Roberto non racconta la musica come una bacchetta magica capace di risolvere ciò che non può essere risolto. La racconta piuttosto come un filo. Un filo che può attraversare la memoria, le emozioni, il corpo e la relazione anche quando tante altre strade sembrano essersi interrotte. Il libro riesce a tenere insieme competenza ed esperienza, rigore e umanità, senza trasformare la professionalità in freddezza. Le storie e gli esempi rendono concreti concetti che altrimenti rischierebbero di rimanere confinati nel linguaggio degli specialisti.E c'è un aspetto che ho apprezzato particolarmente: l'idea che non esista semplicemente “la musica giusta”, ma la musica giusta per quella persona, per la sua storia, per la sua identità, per ciò che ha vissuto.Perché una canzone non è soltanto una canzone.È spesso un luogo.Può contenere un'estate, un amore, una madre, un viaggio, una giovinezza, una persona che non c'è più. Può aprire una porta che credevamo definitivamente chiusa.Leggere questo libro significa certamente conoscere meglio la musicoterapia, ma anche interrogarsi sul modo in cui guardiamo le persone fragili. E forse ricordarci una cosa semplicissima, che nella nostra società rischiamo troppo spesso di dimenticare: una persona non coincide con la sua malattia, con ciò che ha perso o con ciò che non riesce più a fare. Dentro di lei continua ad esistere una storia. E qualche volta basta una musica per riuscire ancora ad ascoltarla.Un libro competente, concreto e profondamente umano.E conoscendo Roberto, devo dire che questa combinazione non mi sorprende affatto.Good job Roby.
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Loredana Squeri
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La musica che resta: un'esperienza di lettura particolarmente importante Ho letto questo libro con interesse e commozione. Nonostante la complessità della materia, i contenuti specialistici sono esposti in maniera chiara e accessibile per tutti. Arricchiscono il quadro teorico numerosi excursus storiografici e una vasta bibliografia. Nelle Cronache di musicoterapia, nate da esperienze dirette, le storie individuali irrompono e occupano la scena con la loro umanità sofferente, ma intatta. L’autore le narra con partecipazione e precisione, persino con squarci di poesia.

Il tempo dell’ascolto

– Il tempo dell’ascolto Guida all’utilizzo consapevole di playlist musicali per chi vive l’Alzheimer

Quando la memoria si incrina e le parole faticano a restare, la musica può diventare un luogo abitabile. Non come intrattenimento né come nostalgia, ma come presenza discreta che accompagna. Questo libro nasce dall’esperienza diretta della musicoterapia con persone che vivono l’Alzheimer e altre fragilità cognitive. Si rivolge a caregiver familiari, operatori e professionisti che condividono la quotidianità della cura e cercano strumenti semplici, rispettosi e sostenibili nel tempo. L’autore guida il lettore nella costruzione e nell’uso consapevole delle Playlist musicali: non raccolte casuali di brani, ma percorsi sonori capaci di sostenere i passaggi delicati della giornata, favorire la relazione e ridurre l’agitazione. La musica, scelta con misura, può ancora fare spazio.
Editore ‏ : ‎ Robel Press, disponibile Edizione cartacea e digitale (ebook)
Autore : Roberto Bellavigna
Data di pubblicazione ‏ : ‎ 13 febbraio 2026
Lingua ‏ : ‎ Italiano, 131 pagine
ISBN-13 ‏ : ‎ 979-1224321842

Disponibile all’acquisto su Amazon: https://www.amazon.it/dp/B0GNN28KH6


Musicoterapia con il malato di Alzheimer (esaurito)

– Musicoterapia con il malato di Alzheimer Autori vari, Progetto anziani musicoterapia, Alzheimer Italia, Milano 2003 (testo esaurito)
Autori:Pierluigi Altea, Roberto Bellavigna, Roberto Carnaghi, Nicola Corti, Francesco Delicati, Giacomo Downie, Luca Pozzi e Lucia Corno.  Formato 17×24 180 pagine.

Un libro-documento, primo del genere in Italia, riunisce le esperienze di un gruppo di musicoterapeuti che lavorano da anni con i malati di Alzheimer

Il testo,  ha lo scopo di rendere pubbliche esperienze che già da alcuni anni vengono attuate in case di riposo ed in centri diurni a conduzione pubblica o privata. E’ un viaggio nelle applicazioni della musica con la malattia di Alzheimer.

“…. che vuoi, abbiamo scoperto che è malato di Alzheimer, per lui ormai non c’è più nulla da fare se non aspettare che muoia”.

Non avendo la medicina ufficiale ancora trovato un farmaco in grado di guarire questa malattia, siamo tutti convinti che per l’Alzheimer non esista alcuna cura. Ma curare una persona significa innanzitutto prendersene cura e migliorare, per quanto possibile, la sua qualità di vita. E’ anche se oggi l’Alzheimer è ancora inguaribile, esistono cure che possono migliorare la qualità di vitadel malato. Tra queste la Musicoterapia ha senza dubbio un ruolo privilegiato. Nonostante il progressivo deterioramento delle sue facoltà cognitive e funzionali, in moltissimi casi il malato di Alzheimer è in grado di ricordare le melodie e spesso anche le parole di motivi che sono stati la colonna sonora della sua vita. Quale la spiegazione? Secondo gli esperti probabilmente il motivo è che la musica coinvolge l’individuo principalmente sul piano emozionale e non su quello cognitivo. E sono le emozioni a riportare a galla le parole di una canzone o il suono di uno strumento. “Il potere del suono che restituisce al demente ponti privilegiati di comunicazione” “Il musicoterapeuta che diventa “ambasciatore di una cosa bella” che può condividere con i malati” “La lettura della musicalità che la persona esprime con il suo corpo, con la postura, con i movimenti, con i comportamenti psico-senso-motori” “L’attenzione al paesaggio sonoro della vita lavorativa del malato per trovare spunti musicali da utilizzare con lui” Questi e altri spunti in “Musicoterapia con il malato di Alzheimer”. Si tratta di un libro-documento, primo del genere in Italia, sulle varie esperienze di un gruppo di musicoterapeuti, provenienti da tutta Italia, che da anni lavorano con anziani e malati di Alzheimer e si sono riuniti in un’associazione denominata P.A.M. (Progetto Anziani Musicoterapia). Il testo, pubblicato dalla Federazione Alzheimer Italia con la collaborazione dell’Associazione P.A.M., vuole mettere in evidenza quante e quali cose straordinarie la musica è in grado di fare con e per un malato di Alzheimer.

Editore ‏ : ‎ Progetto Anziani Musicoterapia, Alzheimer Italia,
Autore : Autori Vari
Data di pubblicazione ‏ : ‎ 2003


Frammenti (esaurito)

– Frammenti Espedienti musicali fra arte e terapia, Progetto anziani musicoterapia

Il CD è pensato come esito di un lavoro di musicoterapia con persone affette da Alzheimer, dove il materiale sonoro prodotto dagli ospiti (voci, suoni, ritmi) viene trasformato in composizioni. Contiene 24 brani, suonati o cantati, creati a partire da spunti offerti da persone con malattia di Alzheimer (vocalizzi, frammenti di parola, intonazioni spontanee, ecc.).
Ha quindi una doppia funzione:
Artistica: raccolta di brani originali, con una scrittura e un’esecuzione curate.
Terapeutica e testimoniale: mostrare come, anche in stadi avanzati di decadimento cognitivo, restino vive tracce sonore e comunicative che possono essere accolte, sviluppate e restituite nella forma del brano musicale.

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